DIAMOND PI LTD LONDON

Diamanti da investimento selezionati e certificati. Un modo di investire sicuro e duraturo nel tempo.

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I NOSTRI SERVIZI

Investimento

Investire in diamanti è un’ottima opportunità per chi vuole diversificare il proprio portafoglio senza correre rischi.

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Rendimento

I diamanti da investimento hanno reso negli ultimi dieci anni mediamente il 4,41% all’anno, dati del Sole 24.

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Quotazioni

Le Banche sono entrate con forza nel mercato dei diamanti. Fare molta attenzione al prezzo reale e non a quello suggerito.

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Ricollocamento

La tranquillità dell’investimento è anche dal fatto che il cliente ha la possibilità di disinvestire attraverso la nostra società.

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Cosa Sapere

Le 4 C Del Diamante

Le 4C

Le 4c del diamante: una conoscenza cristallina

Chi non è davvero esperto può fare un po' di confusione tra diamante e brillante. 

Il primo è la pietra grezza; il secondo è la pietra tagliata e lavorata seguendo i criteri di un particolare tipo di taglio detto "brillante" che restituisce la massima luminosità alla pietra stessa. 

Il diamante lavorato viene sottoposto ad una accurata analisi gemmologica, in seguito alla quale gli viene assegnata un' esatta qualificazione da cui deriva un determinato valore commerciale. 

Il valore di un diamante si definisce in base a quattro parametri di classificazione, ossia le famose 4 C dalle iniziali dei termini in lingua inglese:

Carat (Peso)

Carat

Il peso dei diamanti è espresso in carati (1 carato = 0,20 grammi). Il carato si suddivide a sua volta in centesimi denominati "punti".

Clarity (Purezza)

Clarity

Il reticolo cristallino del diamante spesso presenta delle interruzioni che possono dipendere da inclusioni cristalline, cavità, fessure, piani di geminazione, righe di struttura, sfaldature e tensioni interne. 

Si considerano diamanti puri quei diamanti tagliati che, osservati con una lente a 10 ingrandimenti, non presentano alcuna inclusione. 

In Germania e in Italia con il termine purezza si intende la perfezione interna, mentre negli USA ed in Scandinavia si tengono in considerazione anche le caratteristiche esterne. 

In Europa e Stati Uniti la purezza di un diamante viene misurata adottando la seguente scala (denominata GIA):

IF o LC (internally flawless o loup clean) = puro alla lente, esente da caratteristiche interne a 10x. 

VVS 1 - VVS 2 (very very small) = inclusioni estremamente difficili da rilevare con una lente a 10x.

VS1 - VS2 (very small) = lievissime inclusioni difficili da rilevare con una lente a 10x. 

SI1 - SI2 (small inclusions) = piccole inclusioni facili da rilevare con una lente a 10x. 

P1 (I1) (I Piquè) = inclusioni visibili immediatamente con una lente a 10x e difficili da rilevare ad occhio nudo attraverso la corona. 

P2 (I2) (II Piquè) = inclusioni grandi e numerose, facilmente visibili a occhio nudo attraverso la corona. 

P3 (I3) (III Piquè) = inclusioni grandi e numerose, molto facilmente visibili a occhio nudo attraverso la corona. Riduzione sensibile della brillantezza del diamante.

Colour (Colore)

Colour

Il Nord America è stato pioniere nella definizione dei colori dei diamanti, probabilmente a causa dell'elevata quota di importazione di diamanti per ornamento, pari a oltre il 50% della produzione mondiale. 

Nella serie da incolore a giallo i gradi di colore sono definiti anche dal riferimento ai luoghi di provenienza dei diamanti. 

Sono infatti i nomi delle antiche miniere di diamanti o dei giacimenti alluvionali dai cui si è tramandato il termine "river" per i diamanti provenienti da fiumi e con cui si intendevano pietre che generalmente presentavano un colore migliore dei diamanti provenienti dai camini o "pipes". 

A queste definizioni sono state poi aggiunte definizioni univoche del colore del diamante:

RIVER = bianco-azzurro 

TOP WESSELTON = bianco ottimo 

WESSELTON = bianco 

TOP CRYSTAL = bianco lievemente tinto 

CRYSTAL = bianco tinto

TOP CAPE = lievemente giallognolo 

CAPE = giallognolo 

LIGHT YELLOW = giallo chiaro 

YELLOW = giallo 

È doveroso un approfondimento circa la natura delle sostanze coloranti del diamante, o meglio la causa del colore, sulla quale non è possibile affermare nulla di certo. 

Si ritiene che le varie colorazioni siano date dalla presenza di atomi di ferro, titanio, samario e cromo ma non si esclude che esse siano di origine radioattiva. 

In alcuni diamanti naturali colorati analizzati in laboratorio per mezzo di spettrografi di alta sensibilità è stata riscontrata la presenza di circa 14 elementi differenti. 

A livello teorico il colore è da considerare un grave difetto con una notevole penalizzazione del valore della pietra ma, quando esso è marcato e caratterizzante, esclude la stessa dalle normali categorie di colore e la inserisce nella classificazione dei cosiddetti diamanti "fancy", ricercatissimi e, di conseguenza, di alto valore.

Cut (Taglio)

Cut

Il taglio più utilizzato è quello rotondo "brillante" o Amsterdam: 58 faccette, o meglio 57+1, considerando 1 la levigatura della punta del cono inferiore, denominato Culet. 

Questo taglio è quello che meglio fa risaltare fenomeni della rifrazione e riflessione della luce nel diamante ed è quindi il più apprezzato ed accettato. 

La forma e la perfezione del taglio assumono un'importanza assoluta nella determinazione del valore di una gemma. 

Esistono precise proporzioni fra le dimensioni delle varie componenti (tavola, corona, padiglione, cintura) che devono essere rispettate per ottenere il massimo risultato. 

La classificazione del taglio ha quattro parametri:

Parametri

VERY GOOD: taglio ottimo, senza alcuna deroga alle tolleranze prescritte. 

GOOD: buono, con lievi deviazioni alle tolleranze prescritte (inferiori al 5%).

MEDIUM: medio, con notevoli deviazioni alle tolleranze prescritte (inferiori al 10%). 

POOR: scarso, con gravi deviazioni alle tolleranze prescritte (superiori al 10%). 

Se un diamante presenta un taglio ideale, i raggi luminosi provenienti da tutte le direzioni vengono deviati verso il centro della pietra e riflessi attraverso la parte superiore con uno sfavillio di luce. 

Se un diamante non presenta il taglio ideale (ideal cut), la luce andrà a "perdersi" lateralmente (taglio troppo alto) o sul fondo della pietra (taglio troppo basso).

Oltre le 4 C – le altre caratteristiche dei diamanti

Abbiamo visto le 4C (carato, colore, purezza e taglio) che rappresentano i fattori base per classificare e valutare una gemma. 

Ma quando si sceglie una pietra preziosa per un investimento, occorre analizzare più a fondo non solo le classiche 4C ma anche le altre caratteristiche del diamante.

Le tre principali sono:

- Simmetria (simmetry)
- Finitura o lucidatura (polish)
- Fluorescenza (fluorescence)

Vediamole in dettaglio:

Simmetria

Con la simmetria del diamante si valuta l’uniformità complessiva del taglio di una pietra, che può variare da mediocre a ottima. 

Una simmetria mediocre inciderà sullo scintillio e sul fuoco di un diamante a causa della ridotta luce che attraversa la pietra.

Nelle immagini i diamanti sono sempre rappresentati perfettamente simmetrici. Ma nel mondo reale pochi lo sono. In particolare la pietra può presentare difetti quali:

- la tavola non è perfettamente ottagonale
- la corona ed il padiglione non sono perfettamente allineati
- la tavola è fuori centro
- l’apice è fuori centro
- la cintura non è rotondeggiante
- il piano della tavola non è parallelo a quello della cintura
- un contorno irregolare delle faccette
- la presenza di faccette naturali e supplementari

Ogni difetto può’ manifestarsi in maniera da lieve ad accentuata.

Difetti

La maggioranza dei laboratori giudica la simmetria della pietra su una scala che comprende i valori: Excellent (o Ideal), Very Good, Good, Fair, Poor (Eccellente o Ideale, Molto Buono, Buono, Medio, Mediocre).

Ci sono alcune e importanti differenze di valutazioni fra i laboratori che è opportuno conoscere. 

E soprattutto ricorda che un diamante con simmetria eccellente non implica che sia ben proporzionato.

Finitura

Il termine Polish in italiano è tradotto in lucidatura, finitura, lucentezza o anche politura. Ma spesso nel settore si utilizza finitura o pulizia del taglio.

La lucidatura è valutata nei certificati con la stessa scala della simmetria, da Excellent a Poor. AGS aggiunge la categoria Ideal sopra tutte.

Il processo di lucidatura può arrecare dei danni alla pietra: spigoli abrasi, cintura piumata, segni di politura, sbeccature, graffi, segni di bruciatura. Ovviamente poi questi difetti possono assumere proporzioni più o meno rilevanti.

Una scarsa finitura del diamante può ridurre l’intensità della luce riflessa e refratta. 

Un grado di politura buona (good) o inferiore può lasciare l’impressione che la pietra necessiti di essere pulita. 

Lucidatura standard o mediocri influiranno sull’aspetto visivo del diamante.

Su un diamante di bassa purezza (SI o VS) la lucidatura influisce meno. Ma su diamanti di purezza superiore, soprattutto Flawless o IF, occorre puntare su lucidature Ideal o Excellent.

Fluorescenza

La fluorescenza è data dalla reazione del diamante ai raggi ultravioletti (UV). 

Alcuni diamanti possono brillare in colori differenti sotto raggi UV. 

La fluorescenza è temporanea, inizia e termina cioè all’esposizione ai raggi UV.

In base all’intensità’ della luce riemessa vengono determinati per mezzo di pietre paragone quattro gradi di fluorescenza: Nulla (Nil/None) – Debole (Slight/Faint) – Media (Medium) – Forte (Strong).

Fluorescenza

Circa un terzo dei diamanti presenta fluorescenze. La più frequente è di colorazione bluastra. 

Essendo il blu un colore complementare al giallo (la colorazione tipica dei diamanti) la presenza di fluorescenza blu può far apparire un diamante più bianco. 

Oltre al blu la fluorescenza può acquisire altri colori come giallo o arancio. Al contrario della fluorescenza blu, queste peggiorano l’apparenza di colore del diamante. 

Meglio evitarli, a meno che si tratti di diamanti fantasia (fancy).

Nonostante si discuta se la fluorescenza sia un bene o un male (e non ci sia ancora una risposta univoca), questa caratteristica incide negativamente sul prezzo del diamante.

Certificazione Diamanti

Certificazione

I diamanti da investimento l´importanza della certificazione

Ci sono persone ancora scettiche sulla possibilità di investire in diamanti pensando che si tratti un investimento che non può portare nel lungo periodo alle stesse soddisfazioni di un investimento in oro. 

Questa convinzione è errata. 

Basta seguire, infatti, i trend di crescita e le proiezioni di sviluppo dei mercati comparati che esperti del settore stimano da qui a vent’anni. 

Il valore dei diamanti è previsto in costante aumento.

Un altro fattore da non sottovalutare: il cambio euro/dollaro è stabilmente molto positivo in favore dell’euro ed è una realtà che non dovrebbe cambiare nei prossimi anni. 

Questo è di fondamentale importanza perché, com’è noto, i diamanti vengono acquistati e venduti sempre in dollari americani. Tale sistema permette agli investitori europei di ottenere un "guadagno" davvero importante. 

La certificazione

Per fare davvero un eccellente investimento e per riuscire così ad ottenere un ottimo guadagno è importante che i diamanti scelti siano tutti in possesso di un certificato di garanzia. 

Il certificato di garanzia deve valere ovviamente in ogni parte del mondo e deve essere stato stilato infatti seguendo tutte le norme internazionali previste per questo ambito. 

Sul certificato devono quindi essere riportati tutti i dati relativi al diamante e le sue caratteristiche; il certificato deve, inoltre, riportare la firma di un istituto gemmologico riconosciuto a livello internazionale. 

I certificati per diamanti più importanti

Sono davvero molti nel mondo gli istituti che offrono una certificazione dei diamanti. 

Ce ne sono però ovviamente alcuni che sono molto più conosciuti degli altri e la cui certificazione ha quindi un valore maggiore. 

Tra i certificati più importanti dobbiamo sicuramente ricordare: 

Certificati Diamanti

- l´HRD – Hoge Raad voor Diamant rilasciato dall´Alto Consiglio dei Diamanti di Anversa; 

- il certificato dell´IGI – International Gemological Institute anch´esso con sede ad Anversa; 

- il GIA – Geomological Institute of America con sede a Los Angeles in cui il sistema di classificazione dei diamanti utilizzato oggi a livello internazionale è stato inventato; 

- l'italiano IGI - Istituto Gemmologico Italiano con sede a Milano.

L´importanza della certificazione al momento della vendita

La certificazione è ovviamente importante al momento della vendita dei diamanti da investimento. 

Solo i diamanti che sono in possesso di una certificazione riconosciuta a livello internazionale possono essere venduti senza alcun tipo di difficoltà, per gli altri diamanti invece la vendita potrebbe essere un po´ più lenta. 

Nonostante infatti vi siano molti altri ottimi istituti che offrono la certificazione, il fatto che non siano molto conosciuti genera al potenziale compratore una serie di dubbi sull’attendibilità di tale certificazione, con conseguente allungamento dei tempi per la conclusione della trattativa in ragione della richiesta da parte del compratore di verifica del diamante da istituti più accreditati. 

Avere una certificazione eccellente rende tutto molto più semplice e veloce.

La certificazione, utile anche nei "compro oro"

Oggi sono molti i negozi "compro oro" che offrono un servizio di compravendita dei diamanti, servizio che si è reso necessario col passare degli anni vista la grande richiesta da parte di molti clienti. 

La certificazione è ovviamente molto importante anche per la vendita dei diamanti presso i "compro oro", certificazione che rende più semplice la vendita e che permette al cliente di ottenere una valutazione adeguata al reale valore del suo diamante.

Verifica il tuo Certificato 

Hai un diamante certificato e vuoi verificarne l'autenticità? Clicca sul laboratorio appropriato, inserisci il peso del diamante, il numero del certificato e visualizza il certificato corrispondente.

Diamanti di Colore Fantasia

Diamanti fantasia

Diamanti di colore fantasia o "fancy"

Fra le pietre più rare ci sono i cosiddetti diamanti di colore non bianco o "fancy". 

Su 10.000 diamanti naturali, uno circa è considerato un diamante di colore fantasia. 

Per distinguere i diamanti con colori naturali dai diamanti bianchi, il Gemological Institute of America ha coniato la definizione di "fancy". 

Più saturo è il colore dei diamanti fancy, più aumenta il loro valore. 

A differenza dei diamanti bianchi che sono classificati in base alla scala di colore D-Z, i diamanti di colore fancy sono classificati in base al grado di saturazione di colore. 

Il GIA ha sviluppato una scala per la classificazione dei diamanti di colore fancy negli anni Settanta. 

Il riferimento che si usa per i diamanti di colore fancy non sono delle lettere, ma è il grado di saturazione di colore della pietra. 

La scala della saturazione di colore è la seguente (fra parentesi si riporta il termine inglese corrispondente):

- debole (faint)
- molto chiaro (very light
- chiaro (light
- fantasia (fancy)
- fantasia intenso (fancy intense
- fantasia vivido (fancy vivid
- fantasia scuro (fancy dark
- fantasia profondo (fancy deep

I diamanti di colore fancy possono essere di molti colori, fra cui giallo, rosa, arancio, blu, rosso, nero e viola.

Diamanti fancy rosa

Rosa
Alcuni dei più affascinanti diamanti fancy sul mercato sono i diamanti rosa. 

Dato che sono così rari, i diamanti rosa sono fra le pietre di maggior valore che potete acquistare. 

Possono avere diverse sfumature, che vanno dal rosa molto chiaro, rosa chiaro, rosa chiaro fantasia, rosa fantasia, rosa fantasia intenso, rosa fantasia vivido, rosa fantasia profondo.

Diamanti fancy verdi

Verde
Dopo i diamanti rossi, i diamanti fancy verdi sono i più rari. 

Dato che il verde è un misto di blu e di giallo, i diamanti colorati verdi di norma vanno da sfumature blu-verdi a giallo-verdi.

Possono essere presenti anche tracce di grigio o marrone.

Diamanti fancy blu

Blu
I più preziosi e fra i più rari diamanti colorati sono i diamanti fancy blu. 

Vanno dal blu chiaro al blu scuro. 

Le sfumature sono: blu debole, blu molto chiaro, blu chiaro, blu fantasia chiaro, blu fantasia, blu fantasia intenso, blu fantasia scuro, blu fantasia profondo e blu fantasia vivido.

Diamanti fancy arancio

Arancio
Tonalità di marrone, giallo o rosa sono spesso presenti nei diamanti arancio. 

Questo tipo di diamanti provengono tipicamente dalla miniera di Argyle in Australia oppure dal Sudafrica. 

Si trovano nelle sfumature seguenti: arancio fantasia, arancio fantasia intenso, arancio fantasia vivido, arancio fantasia profondo e arancio fantasia scuro.

Diamanti fancy marroni

Marrone
A causa di una modifica nella struttura molecolare del diamante, alcune pietre sono marroni e vengono chiamate diamanti fancy marroni o diamanti "cioccolato". 

Quelli marrone chiaro sono chiamati anche diamanti "champagne" mentre quelli che contengono sfumature arancioni sono definiti anche diamanti "cognac".

Diamanti fancy gialli

Giallo
Di tutti i diamanti fancy, quelli gialli sono i più conosciuti. 

I molti diamanti bianchi che mostrano un colorito giallo e sono classificati all’estremo della scala di colore dei diamanti (Y-Z) non sono considerati diamanti fancy gialli.

Rapaport Diamond Report

Rapaport Diamond Report

Sai cos'è il Rapaport?

Il Rapaport Diamond Report è da decenni l’indiscusso punto di riferimento del mercato diamantifero. 

Si tratta di un bollettino pubblicato settimanalmente sotto forma di tabella in cui sono presentati i prezzi (espressi in Dollari) dei diamanti calcolati sulla base del colore, della dimensione e della chiarezza.

Il Rapaport Prices List costituisce la prima fonte internazionale utilizzata dai rivenditori, per stabilire i prezzi dei diamanti in tutti i principali mercati del mondo.

La storia

Martin Rapaport
Martin Rapaport, è un laureato GIA, membro del World Diamond Council, è l'inventore del Rapaport Diamond Report che è nella pratica il listino ufficiale dei prezzi standard dei diamanti in tutto il mondo.

Dopo aver appreso l'attività nel settore dei diamanti grezzi a Anversa (Belgio), ha iniziato la sua carriera nel settore come broker di diamanti grezzi a New York nel 1975. 

Nel 1978 ha pubblicato il Listino Prezzi dei Diamanti Rapaport (chiamato dai professionisti Rap List), che è diventato la principale fonte per la formazione dei prezzi dei diamanti e per le informazioni di mercato per il commercio di diamanti. 

Nel corso degli anni, questo listino è diventato lo standard di riferimento del mercato: il Rapaport.

Nel 1982 l'iniziativa ha preparato un nuovo strumento: il RapNet, un mercato di scambio online interattivo di diamanti, che poi è stato ampliato per includere Diamonds.net

Martin Rapaport, come membro del World Diamond Council, ha giocato un ruolo importante nel processo di Kimberley, la certificazione per il commercio internazionale di diamanti grezzi. 

Il RAPAPORT è il listino Internazionale della Borsa del Diamante che viene indicato con valuta in Dollari senza decimali, quindi bisogna moltiplicare per 100. 

Mentre il Rapaport si è diffuso, sia negli Stati Uniti che all'estero, non sempre è stato considerato accurato e preciso. 

Un sistema concorrente chiamato IDEX online è nato con un proprio listino prezzi proprio nei primi anni 2000.

Etica e Trasparenza

Etica e trasparenza

Diamond PI LTD adotta rigorosi principi etici.

La società segue e supporta i principi UN Global Compact, oltre ad aderire alle regole comportamentali delle Diamond Companies, che sono i principi di best practice emanati da DTC (Diamond Trading Company) e dal World Diamond Council System Of Warranties.

Diamond PI LTD aderisce e rispetta il Kimberley Process Certification Scheme, nato da una Risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1° dicembre 2000, volta ad infrangere il legame fra le transazioni illecite di diamanti e i conflitti armati.

Il Kimberley Process Certification Scheme impone un numero elevato di requisiti ai suoi membri, per permettere di certificare le spedizioni di diamanti grezzi come "conflict free".


Kimberley Process

La Storia Dei Diamanti

Storia dei diamanti

La storia di Anversa in quanto Centro Mondiale dei Diamanti è molto avvincente ed anche molto lunga, troppo lunga per raccontarla interamente, ma anche troppo meravigliosa per escludervi del tutto dalla narrazione! 

Vi forniremo perciò alcuni spunti di questa bellissima storia.

Diamanti era de la regione indiana

Probabilmente non sapremo mai quando furono scoperti i primi diamanti, tuttavia è noto che sin dai tempi antichi e fino al XVIII secolo, l’unico bacino diamantifero della terra conosciuto era la regione indiana. 

Dai tempi dell’Impero Romano e fino all’arrivo in India dei primi europei all’inizio del XVI secolo si svilupparono relazioni commerciali tra l’Europa e l’Asia. Una delle due principali rotte commerciali dei diamanti passava per Venezia.

La città divenne la più importante repubblica mercantile di tutto l’Occidente. Nel commercio dei diamanti godeva infatti di un privilegio sulla strada che, passando appunto da Venezia, conduceva alle principali città della Germania meridionale, fino alla destinazione finale di Bruges. 

Situata infatti al limite estremo della rotta commerciale, Bruges si sviluppò progressivamente diventando un centro fiorente di taglio dei diamanti. 

La fama della città in questo settore crebbe incessantemente. 


Nonostante Bruges mantenne una posizione predominante sino alla fine del XIV secolo, nel giro di cinquant’anni iniziò a declinare a causa del progressivo insabbiamento dell’insenatura marittima dello Zwin.

Anversa, Centro Mondiale dei Diamanti

Il commercio dei diamanti si spostò gradualmente nella città di Anversa, che era in grado di offrire strutture più adeguate alle attività di compravendita.

Nel XVI secolo, Anversa era una città in piena espansione. 

Svolgeva comunque già un ruolo determinante nello sviluppo di tecniche di lavorazione dei diamanti. 


A questo riguardo, è importante notare ad esempio che Francesco I non si rivolse ai tagliatori di diamanti di Parigi bensì fece ricorso all’esperienza degli abili artigiani anversesi.

A quel tempo Anversa era il cuore commerciale dell’intera Europa; infatti, il 40% circa del traffico mondiale di merci passava dal suo porto. 

Ovviamente i diamanti occupavano una posizione privilegiata. 


Tuttavia la quota in crescita di questa attività nei Paesi Bassi settentrionali fu acquisita dalla città di Amsterdam. 

Il declino di Anversa non avvenne comunque da un giorno all’altro. Nonostante i conflitti interni, come quello tra la Nuova Gilda dei Tagliatori di Diamanti e i ricchi mercanti, la città mantenne inalterato il suo prestigio fino alla metà del XVII secolo. 

Anche il commercio dei diamanti continuò a prosperare.

Amsterdam’s Diamond Age

Alla fine del XVII secolo, Amsterdam assunse una posizione di primo piano. Era una città tollerante che offriva libertà sia civile che religiosa. 

Fino al XVIII secolo, Amsterdam esercitò un regime di stretto monopolio non solo sull’industria ma anche sul commercio dei diamanti. 

Da allora in poi, Amsterdam rifornì Anversa di diamanti grezzi; dal momento che la città olandese tenne le pietre migliori per i suoi tagliatori di diamanti, Anversa fu costretta a lavorare con diamanti di qualità inferiore. 

Lungi dal perdere la fiducia, gli artigiani anversesi trassero vantaggio da quegli anni difficili e riuscirono a trasformare pietre piccole e mediocri in gemme finemente lavorate.

La scoperta di nuove miniere di diamanti

Nel 1866 fu scoperto il primo diamante in Sudafrica. Questa scoperta, a cui fece seguito alcuni anni dopo quella dei giacimenti Kimberley, segnò l'inizio del favoloso periodo Kimberley e dell’ascesa della ormai famosa società "De Beers Consolidated Mines Ltd."

Le successive attività di esplorazione ed estrazione permisero di rifornire l’Europa di enormi quantità di diamanti grezzi. 

Questo grande afflusso di pietre grezze, a cui si aggiunsero le ulteriori scoperte fatte in Sudafrica, fu fondamentale per la città di Anversa, che diventò il principale centro dei diamanti al mondo. 

In pochi mesi, questo enorme afflusso procurò lavoro a migliaia di artigiani e una rapida ripresa delle attività di taglio dei diamanti ad Anversa, ripresa che fu ulteriormente favorita dall’aumento della domanda di gemme grezze.

Anni 30 colpì duramente il commercio del diamanti

La depressione degli anni trenta colpì duramente il commercio delle pietre preziose. 

I laboratori specializzati nel taglio dei diamanti chiudevano a volte per parecchie settimane di seguito. 

La situazione rimase difficile fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. 

Nel 1939 molti uomini d’affari ebrei abbandonarono il paese rifugiandosi negli Stati Uniti, in Portogallo o in Inghilterra, dove oltre 500 commercianti di diamanti anversesi continuarono a svolgere la loro attività. 


Nel tentativo di salvare dai tedeschi il maggior numero possibile di scorte di diamanti, questi 500 commercianti trasferirono i diamanti in Inghilterra.

Anversa, Centro Mondiale dei Diamanti dopo la seconda guerra mondiale

Di comune accordo con il governo inglese, fu costituita una società nota come l’Ufficio Corrispondenza dell’Industria dei Diamanti, creata allo scopo di inventariare i diamanti e di conservarli per tutta la durata della guerra. 

Con l’appoggio di questa società, fu possibile restituire grandi quantità di diamanti ai legittimi proprietari una volta avvenuta la liberazione della città. 

Alla conclusione della guerra, l’industria dei diamanti di Anversa ne uscì con l’inizio di una nuova fase molto promettente.

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