Banche e Quotazione Diamanti

Banche e quotazioni

Le Banche sono entrate con forza nel mercato dei diamanti da investimento soltanto negli ultimi due/tre anni. 

Affiancate da intermediari specializzati molti Istituti di Credito offrono, oggi, un servizio di vendita di diamanti allo sportello. 

In Banca non è possibile ottenere una vera e propria consulenza professionale sull’investimento in diamanti certificati; si tratta di una pura vendita commerciale sulla base di un catalogo. 

Questo è facilmente comprensibile in quanto gli impiegati bancari sono semplici "segnalatori", senza alcuna conoscenza del mercato di cui sopra. 

Le Banche, in qualità di intermediari, ricevono per questa attività una commissione fra il 10% ed il 15% (commissione inclusa nel prezzo) oltre ad eventuali bonus per il raggiungimento di determinati obiettivi di vendita stabiliti ad inizio anno. 

In ragione di tali informazioni, è possibile capire come la Banca stessa stia compiendo un "affare" a discapito del cliente, il quale, in virtù del sovrapprezzo pagato all’Istituto Bancario, otterrà profitti solamente dopo un periodo minimo di cinque anni. 

Fate attenzione in particolare alla tabella dei prezzi de: "Il Sole 24 Ore". 

Con nozione di causa coloro che non sono esperti del settore, sono portati a pensare che le quotazioni di tale importante testata, siano reali e derivanti dalle valutazioni reali provenienti dalla Borsa Internazionale dei Diamanti ed equiparabili a quelle di azioni/obbligazioni. 

Tuttavia, è necessario dire che i prezzi pubblicati non sono i prezzi di mercato dei diamanti, ma subiscono una sopravalutazione, in quanto essi stessi provengono da quotazioni di società e pertanto con un ricarico sul prezzo. 

Fare molta attenzione al prezzo reale e non a quello suggerito. 

Purtroppo, alcune società di intermediazione approfittano di questo difetto informativo a loro vantaggio, paragonando le pietre in loro possesso a quelle del Sole 24 Ore per mettere in evidenza che il potenziale cliente sta per fare "l’affare"

In realtà l’affare (per il cliente) non c’è!

I partner degli Istituti di Credito, in alcuni casi, garantiscono il riacquisto delle pietre il disinvestimento, ma a condizioni onerose: ad esempio, sono previste penali decrescenti a partire dal 16% per il primo anno, fino al 7% dal settimo anno in poi. 

Tali penali se rapportate al prezzo Rapaport, che generalmente è molto inferiore a quanto avete pagato, producono un costo finale che supera in molti casi la soglia del 100%

Un esempio

Diamante 1,00 ct. Colore D Purezza IF (EX-EX-EX)

Tabella Sole 24 Ore: € 48.269
Rapaport: $ 20.700 pari a € 19.286

Ciò vuol dire che il diamante da investimento sarebbe dovuto essere acquistato a meno della metà del prezzo che il cliente ha pagato all’Istituto Bancario. 

Inoltre ponete molta attenzione alle polizze abbinate che sono gratuite (in gran parte) solo per il primo anno. 

Scoprirete che in Banca, il costo è molto più elevato: 

Cifre che sono oltre il doppio per un diamante da un carato, rispetto a quanto potreste pagarlo da un altro intermediario diretto (come nel nostro caso)

Differenze di migliaia di euro che il cliente rischia di "regalare" a Banche ed intermediari associati (più di 7.000 € su una pietra da mezzo carato, che è anche quella più venduta dalle Banche)

Ricordate che un buon investimento si fa dall’acquisto

Se acquistate pagando troppo (come in Banca Tabella Sole 24 Ore), avendo fortuna, riuscirete in 10/20 anni a recuperare il capitale investito ed ottenere un margine di profitto "normale"

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